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Ristorazione ed Expo 2015

Cantone: “Voglio carte su affidamento senza gara a Eataly”. Farinetti: ‘Potrei mollare’

Siamo in un regime di scarsa concorrenza. Purtroppo non ci sono realtà paritetiche e sopratutto in grado di farsi finanziare 7 milioni di euro per elaborare un piano finanziario concreto. Forse gruppi stranieri potrebbero entrare e garantire l'italianità dei prodotti e della ristorazione assumendo per mezzo di un consorzio aziende più piccole in grado di ben presentare le loro eccellenze. Credo che molto abbia influito il blocco dovuto alla corruzione che non ha fatto avvicinare molti investitori.

“Dopo l’interrogazione parlamentare, ho chiesto di vedere le carte. Io sono abituato a esprimermi sulla base dei documenti”. Lo ha detto il presidente dell’Autorità nazionale anti-corruzione, Raffaele Cantone, interpellato dai giornalisti a Milano sull’affidamento diretto a Eataly di uno spazio da 4mila metri quadrati all’Expo 2015 di Milano. “Eataly – ha aggiunto Cantone al termine di un’audizione al Pirellone – è una delle più note realtà del mondo della ristorazione italiana. Quanto questo possa aver inciso ai fini della gara mi riservo di verificarlo”. Una scelta fortemente difesa da Giuseppe Sala, commissario unico del governo per Expo 2015: “Possiamo non fare una gara quando c’è unicità. E dal nostro punto di vista, Eataly è unico”. Comunque, ha aggiunto Cantone: “C’è stato un affidamento diretto, che è un tipo di gara”. Poco dopo è arrivata la replica di Oscar Farinetti ai microfoni di Radio Capital. “Se continuano le polemiche di gente che non fa e che ha un sacco di tempo da perdere per criticare chi fa, noi ci ritiriamo senza problemi”. “Questo non è un affare sotto il profilo dei quattrini – ha aggiunto – tant’è che altri appalti sulla ristorazione sono andati deserti. Non so se Cantone abbia visionato la nostra procedura. Credo di sì”. “Abbiamo ipotizzato investimenti fissi per 7 milioni di euro, in più ci è stato imposto di pagare il 5% su tutti gli incassi lordi. Questo rappresenterà un bel introito per Expo”, ha concluso il patron di Eataly"  Fonte: http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/12/19/expo-cantone-voglio-carte-su-affidamento-senza-gara-a-eataly-farinetti-potrei-mollare/324859/

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Partiamo da un ossimoro: l'Italia è un paese libero

Dopo aver celebrato la festa della Repubblica, mi sorge spontaneo il pensiero di come questa sia rappresentata in tutte le sue articolazioni.

Analizziamo il concetto di libertà partendo dalla sua definizione più conclamata: La autodeterminazione delle proprie scelte.

Come può il cittadino italiano autodeterminare le proprie scelte quando i suoi gradi di libertà si sono ridotti via via sempre di più.

Possiamo si decidere di mangiare una pasta asciutta o una pizza, di andare al mare o in montagna ma, sulle altre scelte più importanti quali sono le alternative disponibili?

Ecco alcuni degli aspetti che ci condizionano pesantemente: non siamo padroni dell'informazione che si trova nelle mani di lobbies finanziarie e culturali che decidono cosa farci sapere e sopratutto quando farci sapere, non siamo padroni del debito pubblico, soggiaciamo al fiscal compact Europeo, abbiamo ceduto la sovranità monetaria, stiamo svendendo i gioielli industriali e/o li abbiamo de localizzati, abbiamo perso la seconda guerra mondiale e siamo servi degli americani, per lo stesso motivo non abbiamo poteri militari e diamo ostello agli armamenti della Nato, soggiaciamo alle ingerenze delle banche di affari che piano piano si stanno comprando tutto quello che ancora vale del paese, non siamo più leader della moda perchè i francesi si stanno comprando tutti i nostri atelier, siamo controllati dalle famiglie nobili Italiane che in assenza di leggi Antitrust sradicano tutti i paletti della libera concorrenza, non abbiamo mai avuto le così dette Public Company o società a capitale diffuso. Potrei scrivere tantissime altre situazioni in cui noi cittadini non possiamo operare in assoluta libertà ma, quella che sorge spontanea e che più mi indigna è che siamo governati da un manipolo di personaggi nominati e non eletti da organizzazioni denominate partiti che hanno costituito, insieme al loro potere finanziario bancario o industriale, delle vere aziende che decidono le sorti della nostra Italia. 

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Uno stato che fa scappare i giovani ed i pensionati non è degno di chiamarsi così.

Nel 2013, il numero complessivo degli espatriati in Gran Bretagna è salito del 71%. Negli ultimi due anni, i'incremento di chi si è trasferito all'estero è cresciuto del 55%. La nuova meta è il Brasile.

Non si ferma la grande fuga degli italiani che si trasferiscono all'estero per lavoro. Secondo l'Aire (l'uffici del ministero degli Interni che registra i trasferimenti dei cittadini in altre nazioni), anche nel 2013 i flussi in uscita sono aumentati del 19 per cento, un dato che fa seguito all'incremento del 30 per cento comunicato nel 2012. Questo significa che in soli due anni, gli italiani che hanno varcato i confini sono cresciuti del 55 per cento: erano 61mila nel 2011 e ora sfioriamo i 100mila.

Ma il dato ancora più clamoroso del 2013 riguarda i giovani e l'Inghilterra. Sempre l'anno scorso, nella fascia di età compresa tra i 20 e i 40 anni è stato dell'71 per cento (mentre complessivamente è stato dell'81%). A rivelarlo è stata la trasmissione di Radio24 "Giovani Talenti" che si è procurata i dati ufficiali dell'Aire per il 2013. Con una prevalenza della fascia 20-30 anni (4.531 espatriati) su quella dei 30-40 anni (4.136).

Ma il dato complessivo potrebbe essere ancora più clamoroso se si considera che, secondo gli esperti di flussi migratori, soltanto un italiano su due di solito comunica il suo trasferimento all'estero al Ministero.

I dati rivelano come gli italianis entano l'Europa, sempre di più, come la loro casa. Anche nel 2013, le nazioni del Vecchio Continente sono state la meta preferita di chi si è trasferito, con iltre il 61 per cento del totale. La Gran Bretagna rimane saldamente al primo posto (12.904 espatri), seguita dalla Germania (11.713), Svizzera (10.300), Francia (8.342) e Argentina (7.496), il primo dei paesi non europei. Da segnalare, la crescita dei paesi dalle economie emergenti: nella classifica delle destinazioni, il Brasile ha raggiunto il sesto posto e ha superato gli Stati Uniti, ora settimi.

A preoccupare i nostri governanti, dovrebbe essere il fatto che il fenomeno riguarda in modo più significativo i giovani. L'incremento della fascia dei 20-40 anni è stato del 28,4 per cento, quindi nettamente superiore alla media. In dato che si conferma, in questo caso, visto che anche nel 2012, la crescita era stata del 28,3 per cento.

Oltre ai giovani anche i pensionati in fuga all'estero: le 10 mete migliori per vivere bene con una pensione modesta

ANZIANA

"Paghiamo i medicinali molto meno che in Italia, Fuerteventura è poi una terra aspra e bellissima con un clima sempre primaverile. Che dire, siamo fortunati". Mirta e Rino sono due pensionati che hanno scelto la Spagna per trascorrere la loro anzianità. Come raccontano al sito voglio vivere così.com, hanno avvertito l'esigenza di lasciare l'Italia per vivere dignitosamente con la loro pensione. "Il futuro ora ci spaventa meno", dicono. Non sanno però che i loro connazionali a Panama vivono ancora meglio: è questa la meta dove i pensionati vivono meglio.

Il magazine International Living, ogni anno stila una classifica dei posti dove ritirarsi dopo la pensione. Nella lista del 2014 sono considerate diverse categorie: prezzi al consumo, esenzioni statali, sanità, costo della vita. Dall'incrocio di questi e altri dati, emerge che Panama è l'approdo più comodo per i pensionati, con un punteggio del 91,2. Seguono Ecaduor (91,1) e Malaysia (88,5).

Con sei nazioni nelle prime dieci, il Sud America è il continente che offre la maggiore serenità agli anziani. Nella classifica di International Living c'è anche l'Italia, quattordicesima. Alla voce divertimenti (punteggio 98) è seconda solo alla Francia, ma sconta una forte penalizzazione nei prezzi al consumo e sul costo della vita. Proprio i motivi che spingono i nostri anziani a lasciare il Bel Paese.

Come certifica l'ultimo rapporto Istat, sono 483mila le pensioni erogate all'estero. I nostri anziani, proprio come i giovani, fuggono dalle città italiane a causa del potere d'acquisto abbattuto dalla crisi economica.

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2 Giugno 2014, la festa della Repubblica.

Oggi si celebra la Festa della Repubblica osannando le forze della guerra e della repressione, le forze dell'ordine e della distruzione collusa con quelle organizzazioni che in nome delle distruzioni di massa e della democrazia hanno annientato senza pietà paesi interi rendendoci complici di tormentate campagne di guerra delle quali paghiamo il fio.
Io avrei festeggiato in maniera completamente diversa. Avrei utilizzato quei tanti milioni buttati per celebrare questa sfilata totalitarista e fascista per aprire i musei d'Italia e tutti i luoghi di cultura, per effettuare concerti nelle piazze, per mobilitare la Protezione Civile e la Croce Rossa e le associazioni come l'Avis,  avrei organizzato campagne benefiche per i poveri, per i disabili per i senza lavoro e per le persone bisognose. Avrei coinvolto le Associazioni Sportive per organizzare manifestazioni popolari nei club, nelle piazze, nei prati e nei luoghi idonei. Avrei aperto gli stadi per celebrare sportivamente la Repubblica con incontri sportivi. 
Io abrogo la guerra, le armi e le celebrazioni che della significatività della Repubblica non hanno nulla. La vera essenza della costituzione libera, la socialità di un paese riunita in un assise di volontà e desiderio di riuscire a migliorare il nostro stato di fatto si celebra con la pace e l'amore.

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Le dieci multinazionali più pericolose del mondo: svelati reati, segreti e intrecci

Franco Fracassi, uno dei migliori inchiestisti d’Italia, ha riportato l’elenco delle 10 multinazionali più pericolose al mondo, svelandone reati, intrecci e segreti: “Inquinamento dei fiumi e dei mari, finanziamento di guerre e guerriglie, distruzione di terre coltivabili, influenza sulle organizzazioni internazionali per non far approvare trattati o per far modificare leggi e regolamenti, sperimentazione su animali, sfruttamento del lavoro, anche minorile, massiccia deforestazione, uso e diffusione di prodotti transgenici.
Sono tante le multinazionali che violano leggi, commettono crimini e inquinano impunemente il pianeta. La rivista ecologista spagnola "Ecocosas" ha stilato una lista nera delle dieci multinazionali più pericolose al mondo. Eccola.

1. Chevron

Sono diverse la grandi compagnie petrolifere che starebbero in questa lista, ma la Chevron merita un posto d'eccezione. Tra il 1972 e il 1993 la Chevron (allora Texaco) ha riversato 18 miliardi di galloni di acqua tossica nei boschi tropicali dell'Ecuador senza intervenire minimamente, distruggendo i mezzi di sussistenza degli agricoltori locali e facendo ammalare le popolazioni indigene.

Nel 1998 la Chevron ha contaminato anche gli Stati Uniti, la città di Richmond (California) ha querelato la compagnia per smaltimento illegale di sostanze inquinanti senza aver effettuato il trattamento delle acque reflue, contaminando così le forniture di acqua. Lo stesso è accaduto nello New Hampshire nel 2003.

La Chevron è stata responsabile della morte di diversi nigeriani che hanno protestato contro l'impresa per la sua presenza e per lo sfruttamento del delta nigeriano. La compagnia ha pagato la milizia locale conosciuta per i suoi abusi contro i diritti umani, per mettere a tacere le proteste, fornendo loro perfino elicotteri e barche. I militari aprirono il fuoco contro i manifestanti, e rasero poi al suolo i loro villaggi.

2. De Beers

Questa impresa non bada a spese, e finanzia, appoggia e crea autentiche guerriglie e dittature del terrore per poter continuare a ottenere, attraverso lo sfruttamento di bambini e adulti, la pietra preziosa.In Botswana, De Beers è stata accusata per la "pulizia" delle terre da cui estrae i diamanti, e per il trasferimento forzato dei popoli indigeni che vivevano li da migliaia di anni. Pare che il governo abbia tagliato le forniture d'acqua, minacciato, torturato e impiccato pubblicamente i dissidenti.

Per non parlare della sua quasi totale assenza di responsabilità verso l'ambiente, degli inesistenti diritti dei lavoratori, delle vite umane, e delle sue campagne sudice e maschiliste.

3. Philip Morris

Philip Morris è il più grande produttore di sigarette degli Stati Uniti e del mondo. È ormai noto che le sigarette causano cancro nei fumatori, e difetti di nascita nei bambini di madri che fumano durante la gravidanza. Il fumo di sigaretta contiene 43 cancerogeni conosciuti e più di 4.000 sostanze chimiche, incluso il monossido di carbonio, la formaldeide, il cianuro di idrogeno, l'ammoniaca, la nicotina e l'arsenico.

La nicotina, sostanza chimica che costituisce il principale elemento psicoattivo nel tabacco, da dipendenza psicologica. Fumare aumenta la pressione arteriosa, danneggia il sistema nervoso centrale e la costrizione dei vasi sanguigni. Le cicche di sigarette sono uno dei principali inquinanti che i fumatori buttano via quotidianamente e sono lenti a degradarsi. Molti di questi filtri si fanno strada nel terreno o nell'acqua, dove i loro componenti chimici si comportano come vere sanguisughe.

Il tabacco contamina la terra con gli estesi ettari di monocoltura, cosparsi quotidianamente con agrotossici, e anche la sua produzione industriale inquina (si utilizzano, infatti, enormi quantità di carta, cotone, cartone, metallo, combustibili ...), il suo consumo inquina l'atmosfera, danneggia chi le compra e chi sta loro vicino. Le sue cicche impiegano anni a degradarsi disperdendo nel terreno e nell'acqua un'enorme quantità di sostanze tossiche.

4. Coca-Cola

La bevanda preferita del mondo o "il latte del capitalismo", accumula querele e sanzioni in diversi paesi a causa delle gravi contaminazioni, delle cattive pratiche lavorative e per l'uso di acque non autorizzate.

Nella fase di produzione, la compagnia utilizza quasi tre litri di acqua per ogni litro di prodotto finito. Le acque di scarto sono costituite da sostanze inquinanti che la multinazionale deposita in luoghi protetti, come accadde in Colombia, situazione per la quale fu multata nell'agosto scorso dalla Segreteria Regionale per l'Ambiente del municipio di Bogotá. È stato dimostrato che la compagnia aveva scaricato acque residuali nell'Humedal de Capellanía, nella zona di Fontibón.

Il fatto è considerato un attentato contro un'area di speciale importanza e protezione ecologica. Il processo di inquinamento dell'Humedal de Capellanía iniziò con la scadenza del permesso di riversamento concesso alla multinazionale per cinque anni e con la non autorizzazione della Segreteria per l'Ambiente a rinnovare tale permesso. Successivamente, grazie a dei sopralluoghi tecnici, è stato verificato lo stato della rete fognaria di Coca-Cola e la realizzazione di discariche industriali, chiaramente non autorizzate.
Una situazione molto simile si è verificata in India nel 2005, dove un migliaio di manifestanti hanno marciato per chiedere la chiusura dello stabilimento vicino Varanasi. Denunciavano che tutte le comunità vicine agli stabilimenti di imbottigliamento Coca-Cola stessero subendo l'espropriazione delle loro terre e l'inquinamento delle falde acquifere.

Analisi tossicologiche hanno dimostrato la presenza di alte percentuali di pesticidi vietati come il DDT e, da "buoni vicini", hanno distribuito i loro scarichi industriali ai contadini di Mehdigani dicendo che sarebbero serviti da "concime". Il risultato è che oggi quei suoli sono sterili.

Come se non bastasse, la bevanda in questione, oltre a consumare acqua in eccesso, non apporta nessun elemento nutritivo, anzi, contiene alte concentrazioni di zucchero, uno dei fattori che maggiormente contribuisce all'obesità che colpisce sempre di più le popolazioni dei paesi in via di sviluppo, generando inoltre, problemi dentali. L'effetto dissetante è dato dall'acido fosforico.

Inoltre, la Coca-Cola è stata espulsa da diverse università (Atlanta, Toronto, California, Irlanda, Berlino); le bottiglie di plastica di Coca-Cola non sono di materiale riciclato, ma di plastica vergine; guida potenti gruppi di potere, si è opposta al trattato di Kyoto attraverso le sue lobby US Council for International Business e la Business Round Table, è riuscita a far modificare regolamenti nell'Unione Europea attraverso l'American Chamber of Commerce, è la fondatrice dell'International Life Science Institute che influenza molto la Fao e la Oms; la Coca-Cola contiene prodotti transgenici.

La prossima volta che compri una bevanda, ricorda l'inquinamento degli Humedales, l'uso non autorizzato di acque sotterranee, la violenza ecc.

5. Pfizer

Come se la massiccia sperimentazione su animali non fosse già abbastanza straziante, Pfizer ha deciso di utilizzare i bambini nigeriani come fossero porcellini d'India. Nel 1996 la casa farmaceutica andò a Kano, in Nigeria, a testare un antibiotico sperimentale nel terzo mondo, per combattere malattie come il morbillo, il colera e la meningite batterica.

Diedero trovafloxacina a circa 200 bambini. Decine di loro morirono nell'esperimento, mentre molti altri svilupparono malformazioni fisiche e menomazioni mentali. Pfizer può vantarsi anche di essere tra le prime dieci compagnie statunitensi responsabili dell'inquinamento atmosferico. Per non parlare degli incentivi milionari che fornisce ai medici e ai governi affinché prescrivano i suoi "farmaci".

6. McDonald's

Ogni anno migliaia di bambini consumano il fast food ("cibo veloce") di un'impresa responsabile della deforestazione dei boschi, dello sfruttamento dei lavoratori, e della morte di milioni di animali: McDonald's.

Strategie di marketing abilmente architettate hanno permesso l'espansione di McDonald's in 40 paesi, dove l'empatica immagine di Ronald McDonald e il suo Happy Meal, vende ai bambini il gusto per il cibo rapido, associandolo a un'idea di allegria. Questa pubblicità ha avuto un grande successo in diverse parti del mondo, contribuendo agli alti tassi di obesità infantile.

L'alimentazione che propone questa impresa è totalmente carente di sostanze nutrienti. Inoltre, questo cibo è conosciuto in tutto il mondo come "cibo spazzatura", e non è un caso che riceva questo nome.

Gli hamburger e i "nuggets" offerti da McDonald's provengono da animali mantenuti in condizioni artificiali per tutta la loro vita: privati di aria libera e luce solare, vengono ammucchiati al punto da non poter allungare le zampe o le ali (nel caso dei polli), rimpinzati di ormoni per accelerare la crescita e di antibiotici per arrestare le molteplici infezioni alle quali sono esposti a causa delle insalubri condizioni che genera il sovraffollamento.

I polli vengono fatti ingrassare al punto che le zampe non sono più in grado di reggere il loro peso. Per la concessione del franchising, McDonald's acquista a basso prezzo terreni che prima ospitavano boschi tropicali e li deforesta per consacrarli all'allevamento. Offre salari minimi ai suoi dipendenti, approfittando delle minoranze etniche e assumendo minori.

I prodotti di McDonald's, con il loro alto contenuto di grassi, zuccheri e sale, contribuiscono al sovrappeso dei bambini, alla resistenza all'insulina e al conseguente Diabete di Tipo 2. Ah, vi avevo detto che è stata una delle finanziatrici della campagna di George W. Bush?

7. Nestlé

Neslté e la sua enorme distesa di crimini contro l'uomo e la natura, come la massiccia deforestazione nel Borneo - l'habitat degli orango è stato seriamente compromesso - per coltivare la palma da olio, l'acquisto di latte dalle fattorie confiscate illegalmente da un despota in Zimbabwe. La Nestlé iniziò a provocare gli ambientalisti con le sue ridicole affermazioni che l'acqua imbottigliata è "ecologica", da li in poi la sua sinistra rete di controllo e distruzione è andata dipanandosi.

Nestlé ha condotto campagne a livello mondiale per convincere le madri dei paesi in via di sviluppo a utilizzare il suo latte per neonati al posto del latte materno, senza fornire le informazioni sui possibili effetti negativi. Pare che Nestlé abbia assunto donne vestite da infermiere per portare gratuitamente il latte in polvere in questi paesi, latte che viene spesso mischiato con acqua contaminata. I mezzi di informazione non hanno parlato dei bambini morti di fame perché, una volta finito il latte, le loro madri non potevano permettersi di comprarne altro.

8. British Petroleum

Chi potrebbe dimenticare l'esplosione, nel 2010, di una piattaforma petrolifera nella costa del Golfo del Messico, che causò 11 morti oltre alle migliaia di uccelli, tartarughe marine, delfini e altri animali, distruggendo la pesca e l'industria del turismo della regione? Questo non è stato il primo crimine contro la natura commesso dalla Bp.

Tra gennaio del 1997 e marzo del 1998, Bp ha provocato la bellezza di 104 fuoriuscite di petrolio. Tredici lavoratori della squadra di perforazione morirono nel 1965 durante un'esplosione, 15 in un'esplosione nel 2005. Ancora nel 2005, un traghetto che trasportava lavoratori della compagnia, naufragò provocando la morte di 16 di loro. Nel 1991, la Epa (Agenzia ambientale degli stati Uniti) menzionò la Bp come l'impresa più inquinante degli Stati Uniti.

Nel 1999 la compagnia fu accusata di uso illegale di sostanze tossiche in Alaska, poi, nel 2010, di aver immesso pericolosi veleni nell'aria, in Texas. Nel luglio 2006 gli agricoltori colombiani ottennero un accordo con la Bp dopo averla accusata di ricorrere a un regime di terrore portato avanti dai paramilitari del governo colombiano che proteggevano l'oleodotto di Ocensa. Non c'è modo di far agire correttamente la Bp.

9. Monsanto

Monsanto, è l'impresa che ha creato e sostiene gli alimenti geneticamente modificati, gli ormoni della crescita per i bovini, l'avvelenamento con prodotti agrotossici. La lista di Monsanto include: la creazione dei semi "suicidi" (Terminator), brevettati allo scopo di generare piante che non producono semi, costringendo così gli agricoltori a ricomprarli ogni anno; l'istituzione di lobby che etichettino con la dicitura "libero da ormoni" il latte e il latte artificiale per neonati (questa dicitura si trova anche se il bovino ha ingerito ormoni della crescita, un comprovato agente cancerogeno); così come un'ampia gamma di violazioni ambientali e della salute umana associate all'uso dei veleni Monsanto - soprattutto l'Agente Arancio.

Tra il 1965 e il 1972 la Monsanto ha riversato illegalmente tonnellate di residui altamente tossici nelle discariche del Regno Unito. Secondo l'Agenzia per l'Ambiente, trent'anni dopo, i prodotti chimici stavano ancora contaminando le falde acquifere e l'aria.

Monsanto è nota per aggredire i propri agricoltori che invece afferma di "sostenere", come quando denunciò un agricoltore facendolo incarcerare per aver conservato i semi del raccolto di una stagione per piantarli la stagione seguente.

10. Vale

La miniera Vale, transnazionale brasiliana presente in 38 paesi, è la più grande impresa di sfruttamento di minerali dell'America Latina e la seconda a livello mondiale. Tra i vari meriti, spicca quello di aver partecipato allo sviluppo della centrale idroelettrica di Belo Monte, situata ad Altamira, in Brasile.

Il progetto, infatti, ha colpito il fiume Xingú, la principale fonte di sostentamento della regione, causando un drastico cambiamento nel paesaggio amazzonico e nella vita di migliaia di popolazioni che vivono lungo le sponde di uno dei principali fiumi del Brasile.

A Carajás, nella regione brasiliana di Pará, numerose famiglie sono state sgomberate, hanno perso le loro case e ognuno ha qualche parente morto a causa della costruzione della linea ferroviaria realizzata dall'impresa, denunciata anche per le pessime remunerazioni e condizioni di lavoro dei propri impiegati.

Le conseguenze del modo di agire della miniera non si limitano solo al Brasile. Nella regione di Tete, in Mozambico, un'intera popolazione è stata cacciata dalla sua terra affinché l'impresa potesse portare avanti lo sfruttamento del carbone. In cambio l'impresa ha costruito un insediamento in cui le case e i servizi pubblici non sono sufficienti a garantire le condizioni basilari per lo sviluppo della popolazione.

Esistono purtroppo molte altre corporazioni che si sono guadagnate tutto il diritto di essere presenti in questa lista, come la Samsung, la Tepco, Barclays, Microsoft, Intel, Sony. Ma questo ve lo racconteremo la prossima volta.
 
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