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Civica in VIII una sfida della Sinistra

La sfida della sinistra nel nuovo contesto romano è di estrema importanza, perché dimostra che nonostante le tante battaglie vinte e perse, che hanno dilaniato un percorso unitario, essa è ancora in grado di riprendersi un ruolo sociale importante e di contrastare una deriva autocratica e faziosa.

I vari provvedimenti legislativi del governo utilizzano spesso argomenti giusti inserendovi dentro altre norme e regolamenti che tendono a ridurre la libertà personale dei cittadini, il fine ultimo è comunque sempre il mantenimento del potere.

L’VIII Municipio di Roma è strategica per la grande battaglia della sinistra proprio perché a seguito di un pluriennale governo di sinistra presieduto da Andrea Catarci, ha sviluppato molte tematiche sociali e culturali che necessariamente vanno ultimate e pienamente realizzate.

Direi che tutti in città ci stanno osservando e dobbiamo vincere senza compromessi.

Il mio impegno e la mia formazione provengono dal mondo della scuola, dell’università, dalla piccola imprenditoria, dello sport e della musica. Sostengo la Pace, il disarmo e l’uguaglianza dei diritti in Europa e mi sono candidato per la carica di consigliere municipale a sostegno della presidenza di Andrea Catarci.

In particolare il mio programma compatibilmente con le attribuzioni di un consigliere si svilupperà sulle seguenti tematiche:

1. Urbanistica: contrastare la speculazione edilizia e difendere l’interesse pubblico

2. Ambiente sociale: bloccare i tagli, welfare municipale, diritti ai disabili ed alle minoranze

3. Problematiche abitative: rilanciare politiche pubbliche e dare valore sociale al patrimonio

4. Sanita: rilanciare la sanità territoriale per mezzo di screening scolastici ed ambulatori

5. Scuola: migliorare le strutture, la didattica, aprire le scuole al territorio alla formazione

6. Sicurezza: riforma della Polizia Locale e legalità contro le mafie e la corruzione

7. Ambiente: curare il verde ed il Tevere, migliorare ed ottimizzare la raccolta dei rifiuti

8. Mobilità: proporre alternative all’uso dei mezzi privati

9. Cultura: valorizzare la cultura, l’informazione libera e rinnovare la memoria storica

10. Sport: diffondere la pratica, realizzare una rete associativa e stimolare l’associazionismo

11. Artigianato e commercio: sostenere attività giovanili, il cooperativismo ed i mercati rionali

12. Partecipazione: un Municipio aperto, che ascolta e che decide insieme ai cittadini

13. Istituzione: portare i Municipi a diventare Comuni metropolitani con autonomia contabile

14. Cittadinanza reale: sostenere il lavoro, i diritti e le libertà personali, istituire il reddito di dignità

15. Musica: realizzare la Città della Musica che oltre ad essere luogo di cultura si inserisce nel recupero di mestieri e lavori per i giovani.

 

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Un impegno per fare, in condivisione.

Comincia oggi un ciclo di articoli sulla mia candidatura politica all’8 Municipio di Roma nella lista Sinistra per Catarci che pubblicherò su questo mio blog.

La prima comunicazione che voglio fare è relativa ai motivi della mia partecipazione alla lista municipale.

Perché mi candido….. Beh non è facile rispondere in 5 parole ma ci posso provare: “perché ho voglia di farlo” e, vi assicuro, non è poco. Volontà, socializzazione, esperienza, rispetto reciproco, giustizia, desiderio di pace, legalità, rispetto per la natura, amore per il lavoro e lotta alla corruzione oltre che condotte di vita sane, sportive e artistiche mi hanno accompagnato in questi anni di vita.

La disponibilità ad ascoltare i cittadini di un municipio che ho vissuto e visto evolversi nella mia infanzia per, seguirli cercando di dare il meglio di me per assisterli sia nei momenti di sconforto che in quelli di felicità è uno dei motori della mia campagna politica.

Tutto viene da lontano, quando nel 1960 ad appena 5 anni sono arrivato a Montagnola ho visto un quartiere che ancora soffriva dei disastri della guerra, la Piazza dei Caduti era popolata da baracche, al posto dell’attuale municipio si trovavano prati e voragini generate dai bombardamenti, la scuola media Poggio Ameno non era ancora costruita fra le baracche che la circondavano, al posto dei palazzi dei Beni Stabili a Piazzale del Caravaggio c’era un laghetto dove andavamo a pesca, e tante altre immagini per me indimenticabili, eppure la vita era bella e spensierata.

La scuola, l’arte le amicizie mi hanno formato nella mente e nell’animo di chi come me ha sempre ripudiato la guerra, portato i capelli lunghi ed amato la chitarra i motorini ed i Led Zeppelin, Lucio Battisti ed i Beatles.

La Montagnola un quartiere che è cresciuto con molta velocità e si è trasformato rapidamente, contorniato da una Garbatella ed una Tor Marancia già agglomerati urbani completi e strutturati.

A Poggio Ameno abitava Adriano Celentano che con la sua Cadillac spider enorme portava a spasso il suo clan con la radio a tutto volume, e noi piccoli lo ammiravamo perché ci piaceva come cantante e uomo di spettacolo cantando e suonando il ragazzo della via gluck ed il contadino.

Ma quando Celentano ha presentato il mondo in mi7 per me è iniziata la beat generation ed il periodo del Peace & Love. Alla piazzetta di Poggio Ameno con tutti gli amici ho vissuto momenti di empatia e di splendide condivisioni di difficile realizzazione oggi. Purtroppo l’eroina ha provocato molte morti e la Montagnola è risultata una delle zone romane a più alta mortalità per overdose.

Un salto di 15 anni e si parla di lavoro, scuola, associazionismo, famiglia e tutto cambia ma i perché della mia candidatura crescono ogni giorno.

Perché? Per esempio per evitare che le aziende facciano la stessa fine della mia, una fine data dall’esaurimento del mercato e dalla trasformazione di esso a seguito della corruzione e dei costi elevati di conduzione. Il personale ad esempio costa troppo e non è certo il job act che risolverà il problema in quanto i costi a carico dello stato per i lavoratori dovranno essere pagati da tutti i cittadini.

Dovrebbero essere realizzati servizi di consulenza per i giovani che li invitino a creare cooperative di lavoro con al centro dell’attenzione il prodotto e la sua tutela.

Con la mia azienda mi sono occupato di informatica e servizi e negli ultimi anni la piaga dei fallimenti e dei caroselli iva ha mietuto vittime con il risultato della chiusura di quasi tutte le aziende; sono rimaste solo quelle che con il mercato consumer hanno mantenuto la clientela vendendo prodotti ed accessori a bassa speculazione.

Sarebbe necessario abilitare servizi di uso e riuso ovvero ciclo e riciclo di materiali che per alcuni sono obsoleti mentre per altri sono riutilizzabili e necessari.

Perché? Per cercare di abilitare l’assistenza ai disabili indiretta e realizzare centri di consulenza e di assistenza ad essi. La mia esperienza in merito è stata terribile, con un figlio disabile al 100% dalla nascita ho fatto richiesta di portarlo al centro Vojta 20 anni fa, sto ancora aspettando che mi chiamino e, ne ho perse di giornate per cercare di farlo entrare, c’era sempre qualcuno che stava prima di me o qualche ostacolo insormontabile da superare.

Perché? Perché desidero contrastare le speculazioni create dai fallimenti di Acqua Marcia Spa o di Infrastrutture spa che lasciano Piazza navigatori e Via Costantino con edifici abbandonati o la ex Fiera di Roma senza riuso e riqualificazione aspettando chissà quale manna dal cielo per riqualificarli.

Perché? Per realizzare un sistema di monitoraggio sanitario con visite e consulenze psicologiche e mediche a tutti gli studenti del Municipio per abituarli a trattare il proprio corpo con attenzione ed a controllarlo con regolarità per una salute migliore e sane abitudini di vita.

Perché? Per inserire nelle scuole medie un sevizio di insegnamento sessuale dal momento che le trattazioni in ambiente scolastico sono insufficienti e sporadiche.

Perché? Per aprire uno sportello anticorruzione ed antimafia a disposizione della popolazione per segnalare, assistere e difendere le vittime di usura, mafia ed isolare i fenomeni di illegalità commerciale che tanto disturbano il mercato legale ed i lavoratori del commercio.

Perché? Per realizzare il mio grande progetto della Città della Musica, un luogo per i musicisti con i musicisti dove, con tante sale prove, un ambiente social ed un palco condiviso i musicisti si possano esercitare ed esibire davanti ad un pubblico sensibile senza soggiacere al ricatto dei gestori di locali pubblici che quasi sempre non solo non pagano i musicisti ma gli chiedono anche il pubblico.

Perché? Perché sono stanco di subire una politica prodotta da politici eletti da un parlamento incostituzionale e presenziato da un presidente mai votato dai cittadini. Il precedente capo dello stato ha nominato ben 3 presidenti del consiglio senza il suffragio dei cittadini.

Perché? Il mio nome sarà su di una scheda elettorale e risponderò personalmente agli elettori del mio operato giusto o sbagliato che sia e desidero farlo nel rispetto delle leggi e delle norme.

Perché? Credo che il presidente uscente Andrea Catarci abbia condotto il suo governo nella legalità, trasparenza ed interesse della popolazione cercando di ascoltare tutte le istanze e proponendo servizi sociali adeguati ed innovativi nei limiti dei poteri e delle poche disponibilità economiche a disposizione del consiglio.

 

Perché? Credo che la musica e lo sport possano essere scienze per il contrasto alla corruzione e attivando processi educativi e pedagogici per le nuove generazioni, pertanto vanno incentivate con tutte le possibili energie nelle scuole realizzando una rete di contatti, manifestazioni e interventi sul territorio municipale.

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I serbatoi di pensiero, o “Think Tank” sono molto di moda

L’enorme potere dei “serbatoi di pensiero”

I “serbatoi di pensiero”, o “Think Tank” sono fondazioni dove alcuni fra i migliori cervelli si trovano per partorire idee. Il loro potere sta nell’assunto in base al quale sono le idee a dominare sia la Storia che la politica (specialmente quella economica), e di conseguenza la nostra vita.

Lewis Powell lo comprese assai bene nel 1971, quando diede il via alla riscossa delle élites a danno della democrazia. Infatti egli scrisse: “C’è una guerra ideologica contro il sistema delle imprese e i valori della società occidentale”. La parola ‘ideologica’ è la chiave di lettura: in altri termini se le destre economiche ambivano a riconquistare il mondo, se ambivano a sottomettere la politica, cioè a divenire il vero Potere, si dovevano armare di idee in grado di scalzare ogni altro sistema di vita. Ecco che dalle sue parole nacquero i primi “serbatoi di pensiero”, come la Heritage Foundation , il Manhattan Institute, il Cato Institute, o Accuracy In Academia.

La loro strategia era semplice: raccogliere denaro da donatori facoltosi, raccattare nelle università i cervelli più brillanti, pomparli di sapere a senso unico, di attestati prestigiosi, e immetterli nel sistema di comando della società infiltrandolo in tutto e per tutto. Alcune fondazioni hanno nomi sfacciati, come la Minimal Government, la The Boss, o la Philanthropy Roundtable; una delle più note e aggressive è l’Adam Smith Institute di Londra, che ostenta un’arroganza di potere tale da vantare come proprio motto questo: “Solo ieri le nostre idee erano considerate sulla soglia della follia. Oggi stanno sulle soglie dei Parlamenti”.

Ancora una volta la politica si mostra per ciò che è: la marionetta del vero Potere. Infatti, l’osservatore attento avrà notato che assai spesso politici, banchieri e speculatori finanziari, si ritrovano a cene o convegni presso queste fondazioni (come ad esempio i forum di Davos o di Cernobbio) nel silenzio quasi unanime dei grandi media. In apparenza sono cerimonie noiose, in realtà ciò che vi accade è che i personaggi di cui sopra vi si recano per dar conto di ciò che hanno fatto per compiacere all’idea economica del vero Potere. Nel 1982, l’Adam Smith Institute pubblicò il famigerato Omega Project, uno studio che ebbe ripercussioni enormi sulla gestione delle nostre vite, ove si leggeva che i suoi scopi erano di “fornire un percorso completo per ogni governo basato sui principi di Libero Mercato, minime tasse, minime regolamentazioni per la finanza e governi più marginali”.

(di Simone OngariEconomia Democratica)

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